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La degenerazione maculare senile è una condizione complessa che cambia il modo in cui guardiamo il mondo. Interessa la macula, la zona centrale della retina che ci permette di leggere, riconoscere i volti e percepire i dettagli. Quando questa parte si deteriora, molti pazienti avvertono paura, confusione e il timore di perdere autonomia. Per questo serve un’informazione chiara, semplice e immediatamente utile. In questa pagina trovi risposte affidabili e aggiornate, utili per capire cosa succede e cosa puoi fare. La guida nasce dall’esperienza del Dott. Aldo Gelso, direttore dell’Unità Operativa di Oculistica della Clinica Villa dei Fiori. Il dottore, laureato a Napoli con 110 e lode, specializzato alla II Università di Roma “Tor Vergata”, ha eseguito oltre 15.000 interventi tra segmento anteriore e posteriore ed è autore di circa 40 pubblicazioni scientifiche. La sua lunga attività clinica e chirurgica permette di affrontare la degenerazione maculare con competenza e grande attenzione al paziente.
La degenerazione maculare senile colpisce soprattutto dopo i 60 anni. Tuttavia, il problema può emergere prima e avanzare in modo diverso da persona a persona. Molti pazienti si riconoscono in queste condizioni, spesso ignorate o sottovalutate. I fattori di rischio principali includono età superiore a 60 anni, familiarità, ipertensione, fumo, obesità, alimentazione povera di frutta e verdura, esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti e sesso femminile. Quando questi fattori si sommano, il rischio aumenta. Tuttavia, una diagnosi precoce può davvero cambiare il decorso della malattia.
Riconoscere i segnali della degenerazione maculare permette di intervenire in tempo. La malattia può presentarsi in due forme. La forma secca o atrofica evolve lentamente, provoca atrofia dei fotorecettori, visione centrale offuscata e la comparsa di uno scotoma. In questo caso, si può valutare la possibilità di rallentarla attraverso integratori oppure trattamenti mirati a rinforzare il pigmento retinico. La forma umida o essudativa avanza rapidamente, distorce le immagini e le linee dritte appaiono ondulate, con perdita visiva più brusca. Questa forma di degenerazione maculare va trattata nel momento in cui si sviluppa una neo vascolarizzazione, ovvero la crescita di nuovi e anomali vasi sanguigni sotto la retina. I sintomi iniziali spesso passano inosservati. Molti pazienti riferiscono solo una maggiore difficoltà nella lettura o il bisogno di luce più intensa. Riconoscerli presto è fondamentale.
Per confermare un sospetto di degenerazione maculare, l’esame del fondo oculare è essenziale. Successivamente si utilizzano OCT, fluorangiografia o Angio-OCT. Quest’ultima offre un’analisi dettagliata dei vasi retinici senza usare mezzi di contrasto. La prevenzione resta il primo passo. Consiste nel controllo dell’ipertensione, nell’evitare il fumo, seguire una dieta ricca di frutta e verdura, usare occhiali con filtri UV e sottoporsi a visite oculistiche regolari dopo i 50 anni.
Quando la degenerazione maculare avanza, agire subito aiuta a preservare la vista residua. Anche se la forma secca non dispone di cure risolutive, alcuni integratori possono rallentare la progressione. Nella forma umida, invece, gli anti-VEGF rappresentano la terapia principale e vengono iniettati direttamente nell’occhio. In casi selezionati si può ricorrere anche alla fotocoagulazione laser. Il Dott. Aldo Gelso segue ogni paziente con un approccio personalizzato e realistico, spiegando con trasparenza cosa aspettarsi e quali strategie adottare per proteggere la vista nel tempo. Per valutare la tua situazione visiva, puoi prenotare una visita specialistica gratuita e personalizzata con il Dott. Aldo Gelso. Un confronto diretto ti aiuterà a capire quali passi intraprendere con serenità.
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Offuscamento, distorsione delle linee, difficoltà nella lettura e bisogno di più luce.
Con integratori nella forma secca e con iniezioni anti-VEGF o laser nella forma umida.
La visione periferica di solito resta intatta. La diagnosi precoce riduce il rischio di perdita visiva severa.
Non si blocca del tutto. Tuttavia, trattamenti e controlli regolari ne rallentano l’evoluzione.